- Home
- »
- L’efficienza Eni
- »
- Nelle attività industriali
- »
- Dal petrolio ai carburanti: l’efficienza nella raf...
NELLE ATTIVITÀ INDUSTRIALI
Dal petrolio ai carburanti: l’efficienza nella raffinazione
Eni è leader nella raffinazione nel bacino mediterraneo. La raffinazione del petrolio è diventata una operazione sempre più complessa e dispendiosa anche perché la qualità delle benzine e dei gasoli è aumentata progressivamente sia dal punto di vista delle performance ambientali da rispettare (basso tenore di zolfo) sia dal punto di vista della capacità di fornire combustibili più efficienti e performanti. Nonostante l’aumento del numero di “processi di trattamento” cui viene sottoposto il petrolio, le raffinerie Eni hanno raggiunto nel complesso un valore di Energy Intensity Index di gran lunga inferiore alla media Europea ed in costante miglioramento nel corso ndegli ultimi anni (risparmi oltre il 10% negli ultim i 6 anni).
Questo traguardo è stato ottenuto grazie agli investimenti in Energy Saving che hanno consentito di realizzare significativi risparmi energetici e di evitare, nel solo 2007, circa 70 kton di emissioni di GHG a parità di lavorazione rispetto al 2006. Inoltre il piano 2008-2011 prevede interventi che permetteranno di evitare, a regime, circa 500 kton/anno di emissioni di CO2. Nei prossimi anni questi interventi avranno come obiettivo i recuperi termici, il recupero del gas di torcia, la sostituzione delle turbine a vapore con motori elettrici efficienti e l’utilizzo di Sistemi di Controllo Avanzato/Analizzatori inferenziali.
Nella Raffineria di Sannazzaro è stato attuato il progetto RefinArs, per l’efficienza dei processi di conversione: la tecnologia permette il contemporaneo utilizzo degli idrocarburi pesanti (residuo di lavorazione del greggio), la segregazione di inquinanti presenti (zolfo, ceneri e metalli) e la produzione di un gas combustibile che permette di produrre energia elettrica nell’adiacente centrale turbogas. In questo modo si evita la produzione ed il trasporto di circa 20.000 autobotti l’anno del più inquinante olio combustibile
Eni investe nella tecnologia proprietaria EST (Eni Slurry Technology) una tecnologia altamente innovativa in grado di convertire completamente gli oli pesanti, i bitumi e gli asfalteni (la parte “hard” degli oli pesanti) in prodotti leggeri di elevata qualità, azzerando la produzione di residui di raffinazione sia liquidi sia solidi e permettendo quindi di recuperare all’uso, in un modo rispettoso dell’ambiente, fonti energetiche altrimenti non utilizzabili.












