Per Eni l'efficienza energetica è parte di un percorso atto allo sviluppo sostenibile del pianeta. Azioni concrete di una grande impresa integrata nell'energia per costruire un futuro migliore e per capire meglio le normative vigenti e per saperne di più sulla sostituzione delle lampadine a basso consumo, pannelli solari ed energie alternative.

Gli indici di sostenibilità

Nel 2008 Eni è stata riconosciuta leader mondiale per la sostenibilità nel settore oil&gas fra le aziende incluse nel Dow Jones Sustainability Index. Si tratta della prima volta che a un’azienda italiana viene attribuito questo primato. Un successo che si aggiunge alla conferma nei due indici, Dow Jones Sustainability Index World e FTSE4Good.

Nel 2007 Eni , infatti, era stata inserita all’interno dei prestigiosi indici borsistici mondiali, a cui accedono solo le società che dimostrano sulla base di criteri economico – finanziari, ambientali e sociali una gestione sostenibile delle proprie attività. Eni fa anche parte del Carbon Disclosure Leadership Index per il proprio impegno nel contrasto al cambiamento climatico.

La presenza negli indici è per Eni un risultato significativo, in quanto rappresenta il riconoscimento della comunità finanziaria dell’impegno di Eni per perseguire uno sviluppo sostenibile.

L'indice Dow Jones World lanciato nel 1999 da Sam, società d'investimento svizzera specializzata in investimenti “sostenibili”, in collaborazione con “Dow Jones Indexes” è il primo indice globale a tracciare la performance delle aziende leader in termini di sostenibilità. L'indice fornisce informazioni a coloro che si occupano di gestire portfoli sostenibili tramite un processo di selezione verificato dalla società di revisione Price Water House Coopers. Le società sono selezionate ogni anno secondo l’approccio best in class di settore.
Le società presenti nel Dow Jones World 2007 sono in tutto 318, 42 sono le nuove entranti e 33 le uscenti. Eni e Italcementi sono le due nuove società italiane. Con riferimento al settore di appartenza, Eni si colloca tra le uniche 20 Oil Company nel mondo incluse nell'indice.

Il FTSE4GOOD nasce dalla collaborazione del Financial Times e del London Stock Exchange che ha dato vita nel 2001 a uno dei più importanti indici di sostenibilità. L’indice si caratterizza per una grande attenzione ai temi del cambiamento climatico, ai diritti umani, alla trasparenza e alle condizioni di lavoro lungo tutta la catena della fornitura. La selezione dei titoli costituenti il FTSE4Good a differenza del DJSI World avviene due volte all’anno e nella sua ultima edizione di settembre 2007 ha sancito l’ingresso di 42 nuove società di cui 2 italiane: Eni e Intesa- SanPaolo.

Entrambe gli indici si basano su criteri di selezione che sono aggiornati periodicamente e resi via via più stringenti, ad esempio mediante l’introduzione di nuove aree di analisi, a testimonianza del fatto che la sostenibilità è un percorso in evoluzione e pertanto le aziende che decidono di aderirvi devono dimostrare di porsi sempre nuovi obiettivi e di saperli rispettare.

Nel 2007 Eni è entrata a far parte anche nel CDP5 Climate Disclosure Leadership Index (CDLI), indice che raggruppa le 68 imprese che sono risultate “best in class” sulla base delle risposte al questionario promosso dal Carbon Disclosure Project (CDP), iniziativa internazionale lanciata il 4 dicembre 2000, che ha l’obiettivo di valutare le strategie di risposta al Cambiamento Climatico da parte delle aziende più importanti a livello mondiale per capitalizzazione di borsa.
Eni ha partecipato sin dalla 1a edizione dell’iniziativa, raggiungendo nel 2007 questo importante risultato.

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