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NELLE ATTIVITÀ INDUSTRIALI
Generazione elettrica: cicli combinati cogenerativi e CDM
EniPower (società 100% Eni ) completerà entro il 2010 Eni il programma, avviato nel 2001, di costruzione dei 13 nuovi cicli combinati cogenerativi alimentati a gas naturale per la generazione di energia elettrica in Italia. Questo sforzo, pari ad un investimento di circa 2,2 miliardi di Euro ha permesso di realizzare centrali altamente avanzate in cui il binomio gas naturale e tecnologia del ciclo combinato cogenerativo permette di conseguire rendimenti del 56-58% rispetto al 40% dei tradizionali cicli a vapore delle centrali termoelettriche, l’indice di efficienza energetica delle centrali elettriche ha registrato infatti dal 2000 ad oggi un costante miglioramento, permettendo una riduzione di circa il 25% dei consumi energetici necessari per produrre un MWh.
L’utilizzo dell’energia contenuta nel gas naturale è infatti ulteriormente perfezionata dagli impianti con il ricorso alla cogenerazione, che consiste nella produzione congiunta di calore ed elettricità. Questa scelta tecnologica permette di recuperare il calore posseduto dai gas combusti utilizzandone l’energia per trasformare l’acqua in vapore tecnologico utuilizzato dai complessi industriali adiacenti con un notevole risparmio di energia. nel solo anno 2007, si può stimare un risparmio pari a 1,2 milioni di tonnellate equivalenti petrolio e di circa 5Milioni di tonnellate di CO2.
Un ulteriore utilizzo del calore residuo contenuto nel vapore permette di raggiungere livelli di rendimento ancor più elevati attraverso l’alimentazione di reti di teleriscaldamento cittadino. E’ quello che avviene nell’ambito del progetto attualmente in corso per ilm riscaldamento della città di Mantova.
Nel campo dell’estrazione del petrolio e della riduzione del gas flaring e venting, a fronte del successo conseguito dall’iniziativa di Kwale-Okpai in Nigeria, Eni ha in corso di definizione ulteriori progetti di costruzione di centrali elettiche che utilizzino il gas associato al petrolio evitandone lo spreco in atmosfera.
Questi progetti potranno essere registrati, come è stato per la centrale Nigeriana, come progetti CDM (clean development mechanism) nell’ambito dei meccanismi flessibili previsti dal Protocollo di Kyoto.
La sola centrale Nigeriana ha consentito di fornire energia elettrica a livello locale (soddisfacento ben il 12% del fabbisogno del paese) ed evitando lo spreco di gas e la contemporanea emissione di circa 1,5 tonnellate di CO2 l’anno.












