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Svizzera: “nozze d’oro” per la Rete

Il Cane a sei zampe festeggia cinquant’anni di attività nel paese elvetico. Siamo andati a scoprire bilanci, obiettivi futuri e progetti ambientali come il label Minergie.

Cinquanta candeline: tante ne spegne il Cane a sei zampe in Svizzera. Fondata nel 1959, Agip Suisse si distingue per il suo ambiente conviviale e lo charme italiano, uniti a un’efficienza tipicamente svizzera. Una realtà che in soli due anni ha già conquistato, professionalmente parlando, il presidente e amministratore delegato, Riccardo Piunti, che vede la Svizzera come un paese in cui poter sviluppare e portare avanti più facilmente le priorità di eni,una su tutte il risparmio energetico. “L’ambiente in Svizzera non è una cosa che va imposta o perseguita con grande fatica”, spiega Piunti, “perché il terreno è molto più fertile che in altri paesi, non dico solo in Italia, ma anche in altri paesi europei”. È qui di fatti che una stazione a forte risparmio energetico è diventata realtà con il nome di Minergie, come ci spiega Silvan Cecchini, responsabile tecnico dello Sviluppo della Rete. Non solo: la Rete in Svizzera consta di oltre 285 stazioni di servizio e l’obiettivo è quello di ampliarla ulteriormente, forti dei successi raccolti sinora. Successi che dimostrano che nel paese elvetico le stazioni di servizio non sono viste solo come luoghi di rifornimento benzina ma, anzi, un’occasione per fare la spesa, comprare il pane o prendere un caffè. Spesso addirittura senza aver bisogno di fare il pieno all’auto, come ci racconta Jean-Sébastien Génot, responsabile della Rete.

È un momento particolare per Agip Suisse: un traguardo che porta a fare bilanci e a tracciare i propositi per il futuro…
Riccardo Piunti: Sì. L’Agip Suisse ha 50 anni, li ha compiuti quest’anno. È una realtà che era nata in Ticino, come una piccola propaggine dell’Italia e che però in realtà è cresciuta abbastanza. Oggi noi siamo una società che ha una quota di mercato sulla Rete del 7 per cento circa e abbiamo ambizioni ancora di crescere: per parte nostra cerchiamo ancora di svilupparci, di aumentare il nostro numero di stazioni. Speriamo sempre che capiti la grande occasione di fare una acquisizione importante, perché questo consentirebbe alla nostra Rete di aumentare moltissimo. Quello che comunque va specificato è che l’Agip Suisse non è solo Rete, è anche una presenza extra Rete importante. Questo perché crediamo che, dal punto di vista della performance economica, avere solo un’attività Rete, quindi un supply dedicato a quell’attività, sia troppo poco per sostenerla. Per questo noi abbiamo un’attività di supply più grande, approvvigioniamo circa ottocento mila tonnellate all’anno, le vendiamo in buona parte sull’extra Rete e circa trecentomila sulla Rete. Un equilibrio che rende l’azienda più importante anche sul mercato dell’approvvigionamento. Inoltre Agip Suisse ha anche dei depositi, non solo di proprietà, ma anche in alcuni grossi consorzi, come nel deposito di Zurigo: questo perché la presenza logistica in Svizzera è molto importante.

Dunque i bilanci sono oltremodo positivi. Per quanto riguarda le prospettive future? Si parla di ulteriori sviluppi.
Certo, è previsto un ulteriore sviluppo. Agip Suisse (che il prossimo 15 gennaio diventerà eni suisse), alla fine del 2010, conterà circa 110 grandi stazioni con lo shop ed oltre 180 stazioni più piccole. Le grandi stazioni continuano ad aumentare di numero, e questo dipende dal fatto che ci sono modifiche di viabilità. In Svizzera ci sono delle nuove rotonde, che sono molto di moda in Svizzera, come in Italia devo dire, perché hanno la loro efficacia sul traffico. Nel momento in cui si pianifica una rotonda presso l’autostrada si cerca di installare una nuova stazione: questo perché, tenendo conto che in Svizzera non esiste un pedaggio chilometrico come in Italia, ma un pedaggio a forfait annuale, non ci sono barriere e quindi uno può entrare e uscire facilmente. Per questo essere su una rotonda prossima all’autostrada è importante.

In tutte le stazioni di servizio l’italianità è evidente, sia nei negozi CiaoAgip, che presentano anche una sezione di prodotti tipicamente italiani, che nei bar, con l’offerta di caffè e bevande tipicamente nostrane. Ci sono, però, alcune differenze?
Sì e a questo proposito ci sono due cose che vorrei dire sulla Svizzera. Quando sono arrivato ho visto due cose che mi hanno colpito: la prima è che il paese, nonostante abbia dimensioni più o meno simili a quelle della Lombardia, è più grande, nel senso che ha una grande varietà di lingue, costumi, differenze di approcci, di situazioni. Per questo l’impressione è che sia un paese più grande di quello che uno si immagina guardando la cartina geografica. La seconda è che a mio avviso la Svizzera è un paese dove la parola “rispetto” è molto più forte ed evidente di quanto non sia, non solo in Italia, ma anche nel resto d’Europa. E per rispetto intendo, oltre che nei confronti del cittadino, verso la pubblica amministrazione, così come della pubblica amministrazione verso il cittadino. Questo ha dei riscontri su tutta quella che è la politica ambientale che c’è sul territorio. Faccio un esempio di cosa vuol dire il rispetto del cittadino verso la pubblica amministrazione: qui c’è una cultura del risparmio energetico e dell’attenzione a non sprecare l’energia che è molto più forte. Qui la campagna “eni 30percento”, a cui tanti sforzi sono stati dedicati, avrebbe trovato un terreno fertile. Questo perché in Svizzera c’è una cultura dell’attenzione a non sprecare l’energia che colpisce. Come si riflette poi questo? Si riflette anche sulle iniziative della pubblica amministrazione e il supporto che viene dato. È da qui, per esempio, che nasce l’etichetta Minergie, che ha dato origine a questa nostra prima stazione in Svizzera.

Minergie è lo standard con cui si è costruita la nuova stazione di servizio “ecologica” inaugurata in Svizzera. Di che cosa si tratta esattamente?
Silvan Cecchini: Il label (marchio, ndr) Minergie è stato usato innanzitutto per la prima volta nel cantone di Zurigo, dieci anni fa, dove si è studiato un metodo per poter risparmiare al meglio l’energia. L’esperimento ha funzionato così bene che poi sono stati rivenduti i diritti allo Stato svizzero. Che cos’è questo label? Lo standard Minergie è uno standard di costruzione facoltativo, in cui si rispetta l’impegno a razionalizzare l’energia, ad un’alta utilizzazione di energia rinnovabile, considerando allo stesso tempo la competitività e la riduzione dell’inquinamento ambientale. Per ottenere questo obiettivo occorre soddisfare alcuni requisiti: il primo riguarda l’impermeabilità dell’edificio, il rinnovo dell’aria mediante una aerazione confortevole. C’è anche la verifica del comfort estivo, ovvero in poche parole il controllo del modo di raffreddare lo shop con il climatizzatore. Poi ci sono anche requisiti supplementari, che valutano a che livello energetico è l’edificio: l’illuminazione, impianti frigo e la conduzione di calore. E l’ultimo punto, il più importante, è quello relativo alla limitazione dei costi aggiuntivi, che devono essere fino a un massimo del 10% rispetto all’edificio convenzionale confrontabile. Vuol dire che tutti gli investimenti che si fanno per poter ridurre il consumo energetico devono comunque rientrare in una quota di investimento al di sotto del 10% superiore di quello normale. Questo, in poche parole, evita a volte che si installino pannelli solari di troppo, per avere una piccola differenza di risparmio.

Nel caso specifico di Minergie, cosa è stato fatto concretamente?
Se parliamo di isolamento dello stabile, abbiamo raggiunto almeno i 10 cm di isolamento sia sopra che sotto e sulle facciate. Per il rinnovo dell’aria abbiamo usato un sistema di ventilazione meccanica. Con tutta l’aria calda, sia con i forni che con i frigoriferi, possiamo usare quest’energia per poter riscaldare l’acqua sanitaria, e questo anche è uno dei prerequisiti importanti. Un altro punto importante sono le sonde geotermiche. Abbiamo fatto due fori di più di cento metri per poter mettere un sistema a fasce, che sarebbe la pompa a calore, che recupera il calore nel terreno e questo permette di riscaldare lo shop con delle serpentine dopo il transito nella pompa a calore. A livello di costi avevamo un target del 10% per poter entrare nel label: con i costi aggiuntivi siamo a circa il 6% della quota per il totale. Dunque abbiamo risposto a tutti i requisiti per poter avere questo label. I risultati sono ottimi anche dal punto di vista ambientale: risparmiamo circa l’80% del consumo a livello di riscaldamento. In sintesi: sono stazioni senza il serbatoio del gasolio di riscaldamento. E qui fa più freddo, siamo in Svizzera e non in Sicilia!

Attualmente c’è una sola stazione in Svizzera, quella di Monthey, realizzata con questo label. L’idea è di ampliare il progetto ad altre stazioni?
La volontà è quella di continuare. E comunque qui ormai il label si usa anche nella costruzione privata, dunque diventa un marchio di qualità che si utilizza sempre nelle nuove costruzioni. Inoltre, a dire la verità, a livello di consumo e di illuminazione, noi avevamo iniziato a utilizzare già questo sistema anche negli altri shop. Piunti: Va detto poi che tutte le nuove costruzioni che facciamo adesso le facciamo sempre per poterle passare in un label Minergie. Quindi le nuove progettazioni rispetteranno sempre questo label.

Per quanto riguarda la Rete, qual è il suo sviluppo?
Sébastien Genot: Abbiamo 285 stazioni in Svizzera e circa 100 negozi, chiamiamoli empori. Sono tutte stazioni con qualcosa in più: tutte hanno il negozio e articoli per stazioni di servizio. Hanno una superficie compresa tra i 50 e i 100 metri quadrati e hanno un’importanza fondamentale perché ci permettono ritorni molto consistenti. Questi negozi offrono anche circa 80 bar dove si può bere, mangiare un panino o anche un piatto di pasta. I più grandi hanno un'estensione di circa 100 metri quadrati e sono come dei piccoli supermercati. In un negozio si possono trovare anche 3.000, 4.000 articoli: si trova qualsiasi tipo di oggetto, dalle bevande alla cioccolata ai prodotti per l'igiene, cibo per animali, patatine, pane.

C’è una differenza tra Italia e Svizzera?
Sì. Questi negozi non sono aperti 24 ore al giorno, ma questa è la grande differenza con l’Italia: aprono alle 6 la mattina fino alle 10 di sera, dal lunedì alla domenica, 365 giorni all’anno. È una differenza importante perché i rivenditori normali, intendo i normali supermercati, sono chiusi la domenica, ovviamente, ma anche dalle 5 o 5,30 del sabato pomeriggio o le 7 negli altri giorni della settimana. Credo che un’altra differenza fondamentale sia che i clienti in Svizzera non comprano il pane in panetteria ma nei punti vendita della Rete.

Quali sono i prodotti che vengono venduti di più?
Se si parla di giro d'affari, la maggior parte di esso è rappresentato dalle sigarette. Sono la parte principale, mentre la seconda posizione è occupata dalle bevande, quindi dal pane. In alcune stazioni però vendiamo più pane che bevande. Ci concentriamo in modo particolare in queste attività non legate al carburante, perché rappresentano la fonte più importante di guadagno. D’altro conto, nel settore del carburante, ci sono molti concorrenti; ma se si investe con attenzione, si può veramente migliorare la rendita, con le attività non legate al carburante. Inoltre, stiamo potenziando tutte le attività legate al bar tanto che, in alcuni impianti, il bar genera profitti maggiori rispetto al negozio.

Quindi si ritorna alla concezione lanciata da Mattei della stazione di rifornimento che fornisce diversi servizi?
Sì, e vi do un altro esempio. Abbiamo notato che se in un impianto manteniamo aperto il distributore di benzina e chiudiamo il negozio per motivi di ristrutturazione, la vendita di carburante scende del 50%. Facendo l’operazione contraria, ossia chiudendo il distributore e tenendo il negozio aperto, la rendita del negozio cala circa del 30%. Direi che questo aspetto è tipico della Svizzera a causa degli orari di apertura dei negozi normali. Gli svizzeri sono abituati ad andare a fare la spesa al punto vendita, è diventata proprio un’abitudine comune e vediamo sempre più gente andare a una stazione di servizio a comprare generi alimentari, a fare la spesa per poi tornare a casa senza aver acquistato neanche un litro di benzina. Controllando gli scontrini, notiamo che ci sono persone che spendono 200 euro per volta al negozio, senza nemmeno fare rifornimento. Questo significa che i clienti vengono a fare spese come in qualsiasi supermercato, con la differenza che ovviamente non vengono il lunedì mattina, ma, per esempio, la domenica.
Piunti: Vorrei raccontare, a questo proposito, una cosa che mi ha molto colpito. Noi abbiamo ristrutturato, con un nuovo look, una stazione molto piccola che si trova in un nuovo quartiere di Losanna. L’impianto si trova vicino a delle case che non hanno, in prossimità, nessun grosso negozio. Una sera che ci trovavamo lì per un controllo, abbiamo visto una signora uscire in vestaglia da casa sua, a piedi per entrare dentro lo shop della stazione di servizio e comprare del pane. La signora era a piedi, anzi in pantofole, quindi ovviamente non ha fatto benzina!

Passiamo ad un altro prodotto importante: i carburanti. Anche su questo fronte Agip Suisse si impegna al massimo per il rispetto dell’ambiente?
Piunti: Sì, proprio sul tema ambientale noi abbiamo anche fatto, per quanto possibile, tutti i nostri sforzi sui prodotti diversi. Abbiamo più di 10 erogatori, o stazioni che erogano metano e abbiamo anche 6 stazioni che erogano una miscela di etanolo-benzina, che quindi ha un contenuto di biocarburante importante. Questo etanolo è certamente ecologico perché deriva esclusivamente dagli scarti di legno, materiale molto usato in Svizzera come materiale da costruzione. Stiamo anche avviando la nostra Rete a GPL. Il GPL è un prodotto che ha avuto anche qui dei vantaggi fiscali di recente: per questo stiamo lanciando il nostro circuito GPL e abbiamo già incominciato in Canton Ticino. Poi andremo anche in altre zone della Svizzera con questo prodotto, che sembra essere davvero promettente. Contiamo di arrivare a fine 2010 con circa 10 stazioni.

Questo è un momento storico per il passaggio dal logo Agip a eni. Quando avverrà questo salto in Svizzera? E soprattutto: che importanza avrà?
Noi intanto cambiamo nome della società, passando da Agip Suisse a eni suisse, e lo facciamo contestualmente all’avvio del nuovo sistema informatico della società. Che dire del cambio logo? Io credo che tutto questo si possa realizzare nella continuità, con il nostro Cane a sei zampe, con successo. Sono molto fiducioso e molto convinto: credo che sarà una scommessa che vinceremo e che ci porterà grandi risultati. Valorizzando le sinergie con eni, la sua immagine internazionale e la sua ricerca, nel mentre proseguiremo con il programma di grande rinnovamento del look delle stazioni.

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