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Energia: 'Accadue', l'imbarcazione a idrogeno è realtà

(AGI) - Porto Marghera (Venezia), 6 apr. - Si chiama 'Accadue' la prima imbarcazione italiana che viaggia a idrogeno (H2).

      

È stata realizzata da Venezia Tecnologie SpA - di cui sono azionisti Eni e Vega Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia - e finanziata per la metà da Eni e per la restante quota dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Veneto.
L’imbarcazione-laboratorio, che è uno degli obiettivi più ambiziosi del progetto "Attività sperimentali per l’allestimento di un vaporetto a idrogeno", è realtà: apparentemente sembra una normale imbarcazione di 7 metri e mezzo, ma ha al suo interno un complesso sistema di propulsione a celle a combustibile alimentate a idrogeno.

L’imbarcazione naviga grazie a motori elettrici alimentati con la corrente generata dalla combinazione dell’idrogeno con l’ossigeno dell’aria. Tale processo, del tutto analogo per risultato finale a quello di una combustione - viene prodotto vapore acqueo - avviene però a temperature relativamente basse (70±80°C) all’interno di speciali dispositivi dette celle o pile a combustibile (fuel cell) di tipo PEM (Proton Exchange Membrane, ovvero a membrana a scambio protonico) che, grazie all’utilizzo di una sofisticata tecnologia e di particolari catalizzatori, sono in grado di convertire direttamente l’energia chimica dell’idrogeno in energia elettrica, secondo un meccanismo molto simile a quello con cui funzionano le pile più tradizionali. A differenza di queste ultime, però, le pile a combustibile non si "scaricano" mai, perchè i reagenti (l’idrogeno e l’ossigeno dell’aria) vengono continuamente alimentati, mentre il prodotto di reazione (l’acqua) viene sistematicamente allontanato.

Le fuel cell installate sull’imbarcazione (due unità da 5 kW ciascuna) sono dimensionate in modo da poter fornire, funzionando al massimo regime, un livello di potenza leggermente superiore al consumo medio stimato dell’imbarcazione (~7±8 kW). Per soddisfare il fabbisogno di energia dei motori durante i picchi di richiesta sono installate a bordo alcune batterie "tampone" ricaricabili. Inoltre "Accadue" è dotata di un sofisticato sistema d’acquisizione dati che consente sia di valutare in tempo reale, sia di memorizzare per successive elaborazioni tutti i parametri più significativi.

Sull’imbarcazione l’innovativo sistema di propulsione ad idrogeno è messo alla prova in condizioni reali di esercizio, simulando - in scala 1:3 - i cicli di lavoro tipici di un vaporetto tradizionale.

Venezia Tecnologie, che è tra i promotori del consorzio "Hydrogen Park" costituito per favorire la sperimentazione delle tecnologie dell’idrogeno a Marghera, ha già concluso la fase di collaudo di "Accadue", grazie all’autorizzazione provvisoria alla navigazione concessa dalla Capitaneria di Porto di Venezia, sulla base del parere tecnico favorevole all’omologazione del natante per impiego "sperimentazione di nuovo sistema di propulsione" rilasciato dal RINA.

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