Per Eni l'efficienza energetica è parte di un percorso atto allo sviluppo sostenibile del pianeta. Azioni concrete di una grande impresa integrata nell'energia per costruire un futuro migliore e per capire meglio le normative vigenti e per saperne di più sulla sostituzione delle lampadine a basso consumo, pannelli solari ed energie alternative.

Eni e il Comitato Ev-K2-Cnr

La collaborazione tra il Comitato Ev-K2-Cnr ed Eni risale al 1990, anno della costruzione e inaugurazione del "Laboratorio-Osservatorio Internazionale Piramide".

Il Laboratorio, che si trova a 5050 metri di quota nella Valle del Khumbu, Sagarmatha National Park, ai piedi del versante nepalese dell'Everest, viene gestito dal Comitato Ev-K2-CNR ed è diventato nel tempo una risorsa unica per la ricerca scientifica mondiale.

Il Progetto Ev-K2-Cnr e la realizzazione del Laboratorio Scientifico più alto del mondo sono nati dalla volontà di Ardito Desio, geologo friulano che nel 1954 partecipò alla spedizione che conquistò la vetta del K2, e di Agostino Da Polenza, l'attuale presidente del Comitato Ev-K2-Cnr, uniti dalla comune convinzione che le montagne fossero un bacino prezioso da cui attingere informazioni nel campo delle scienze della terra, delle scienze ambientali, della medicina e fisiologia e che fossero un punto di osservazione privilegiato per comprendere i fenomeni legati ai cambiamenti climatici.

L'eco-compatibilità e l'utilizzo dell'energia solare erano i presupposti che accompagnarono tutte le fasi del Laboratorio Piramide, dalla progettazione alla realizzazione.

Il Laboratorio doveva avere un ulteriore requisito: essere il gioiello della tecnologia italiana con i materiali utilizzati e la strumentazione in dotazione rigorosamente made in Italy.

Era il 1989, quando Ardito Desio e Agostino Da Polenza, con il supporto del CNR e del Ministero dell'Istruzione si rivolsero alle aziende italiane che stavano muovendo i primi passi nella tecnologia fotovoltaica.

Al loro appello rispose Eni , che si impegnò a fornire i pannelli fotovoltaici necessari alla copertura esterna del Laboratorio Piramide. I pannelli, una volta installati, avrebbero potuto essere così testati in condizioni estreme e fornire dati utili sulla loro resistenza e produttività.

I pannelli solari, quattro settori indipendenti sul lato sud e due sul lato est delle pareti esterne della Piramide, non solo sono a impatto ambientale zero ma anche completamente auto-sufficienti a livello energetico: una preziosa opportunità che risponde, in maniera ottimale, alle esigenze di un ecosistema ambientale particolarmente fragile.

L'ottima qualità del sistema fotovoltaico installato è ancora oggi evidente dagli ultimi dati della resa dei pannelli. Infatti su 60 pannelli che nuovi garantivano una potenza di 1000W, a 19 anni di distanza garantiscono ancora oggi, in condizioni estreme, una potenza di 755W.

Questo dimostra come l'indice di invecchiamento su un periodo così lungo, ipotizzato dal produttore intorno al 2% annuo, sia nettamente inferiore a quanto ci si aspettasse.

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